E’ stata una scelta di tempo, pazienza e coraggio.
Nessuno mai si sarebbe aspettato che da un momento all’altro potesse sedere su una panchina prestigiosa e corteggiatissima come quella della Juventus, un giovane alla sua prima esperienza da allenatore. In campo era un maestro, con i suoi piedi riusciva a disegnare opere d’arte inimmaginabili agli occhi di avversari e compagni. Adesso che il “Mozart” del calcio italiano ha fatto un passo indietro dal rettangolo di gioco si è trovato catapultato come d’incanto in una nuova realtà, una nuova realtà forse troppo grande anche per un campione e vincente come Andrea Pirlo che, in un pomeriggio che solo all’apparenza sembrava essere uno dei tanti, si è trovato alla guida di un gruppo fortissimo già molto ben avviato dai suoi predecessori: Antonio Conte, Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri.
Adesso è prematuro fare calcoli o giudicare una stagione per qualche passo falso di troppo in cui anche la sfortuna ha fatto la sua parte. Non sarebbe giusto trarre conclusioni nei confronti di chi sta cercando di imporre il proprio gioco e i propri tatticismi. Bisogna avere pazienza, il popolo bianconero deve comprendere la situazione in cui Pirlo si è trovato.
Le idee e il carisma ci sono e pian piano emergeranno. Con il tempo l’allenatore italiano crescerà con umiltà, forte dell’appoggio di una società che solo qualche mese fa sembrava aver fatto un salto totalmente nel vuoto, fiduciosa e convinta di rendere il futuro della “Vecchia Signora” sempre più bello e vincente. Al momento il “Maestro” che era in campo va lasciato un attimo da parte e l’amore e il sostegno del popolo juventino va conquistato in panchina. Con gioco, umiltà e tante, tante vittorie, così come l’Andrea Pirlo calciatore ci ha ben abituati.